La Fornace
Premessa
Capitolo più recente del programma Porcari Lab, voluto dall’amministrazione comunale di Porcari per co-progettare insieme alla popolazione le future trasformazioni del territorio, ecco il percorso partecipativo La Fornace: la visione è il tuo mattone. L’iniziativa si è proposta di individuare usi, funzioni, attività, servizi di tipo culturale da insediare nell’immobile e nell’ampia area verde di pertinenza dell’ex fornace Pellegrini, un sito industriale dismesso nei pressi della frazione di Rughi, acquisito dal Comune nel 2022.
Anno:
2024
Committente:
Comune di Porcari (LU)
Tema di applicazione:
Rigenerazione urbana • Beni comuni
Problema
Il sito, di circa 29.000 mq, rappresenta un luogo identitario per la popolazione, essendo stato la sede di lavoro per molte persone. Ma non è solo questo: il suo valore paesaggistico ed ambientale, in quanto “cuscinetto” tra la collina e la piana lucchese più̀ urbanizzata, costituisce un importante ambito da valorizzare e tutelare. Tuttavia l’area è inutilizzata e pressoché abbandonata da molti anni: l’immobile è ormai un rudere con ancora ben visibile l’alta ciminiera, e il lago (derivante dall’estrazione dell’argilla), alimentato da una sorgente sotterranea, rappresenta un potenziale pericolo, privo di sistemi di protezione delle sponde.
L’amministrazione comunale, che proprio per questo ha deciso di acquistarla, ha individuato per l’ex fornace una vocazione pubblica, con l’obiettivo di trasformarla in uno nuovo spazio culturale e aggregativo, di cui il territorio ha un gran bisogno. Di fatto, nel territorio di Porcari non sono presenti luoghi di questo genere e la città è priva di spazi capienti per eventi ed iniziative, sia outdoor che indoor. Si fa sempre più strada, inoltre, l’idea di una nuova sede per la biblioteca comunale, ospitata in un immobile poco funzionale e con spazi limitati.
Azione e soluzione del problema
Eubios è stata scelta per progettare e facilitare le attività del percorso partecipativo, co-finanziato dall’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione della Toscana. Avviato ad aprile 2024, il progetto ha voluto offrire concrete opportunità di condivisione e riflessione sul futuro del nuovo spazio culturale. Questo a partire dall’individuazione di bisogni, aspirazioni, funzioni da insediare nell’area, pensando agli utilizzatori futuri e immaginando un uso flessibile ed inclusivo.
Oltre ad un’iniziale mappatura degli stakeholder e a un questionario alla cittadinanza, in apertura abbiamo organizzato una passeggiata esplorativa pubblica, per riappropriarsi -anche se per breve tempo- dell’area e comprenderne le condizioni complessive. In seguito, per favorire nuovi spunti e idee, è stato necessario svolgere un confronto facilitato con esperti e tecnici, che hanno illustrato le finalità del comune e le effettive possibilità di intervento, e un laboratorio basato sulla tecnica del world cafè, per confrontarsi sui temi più rilevanti. In chiusura, una fase finale di convergenza è servita per individuare gli indirizzi progettuali e le linee di azione prioritarie.
Risultati ottenuti
Un impatto senz’altro innescato dal percorso è la possibilità di delineare la rigenerazione dell’ex fornace in chiave culturale a partire dagli elementi che le persone partecipanti hanno indicato come importanti per sviluppare in modo innovativo lo spazio e per dare risposta ai bisogni della comunità. I bisogni, le funzioni da insediare e le linee progettuali prioritarie sono stati delineati insieme a partecipanti, figure tecniche, amministratori, che hanno messo l’accento su flessibilità, accessibilità ed inclusività del nuovo spazio culturale.
Tutti gli spunti e le idee emerse, anche quelle minoritarie, sono confluite nel documento di sintesi, principale output del percorso, consegnato ufficialmente all’amministrazione comunale affinché possa decidere se, come e in che misura prendere atto delle proposte emerse. Lo strumento rappresenta, inoltre, un materiale divulgativo esportabile, utile anche ad altri territori interessati ai temi della rigenerazione urbana e al riuso di siti di archeologia industriale.
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