Oltre le mura di casa: partecipazione, relazioni e welfare comunitario con BuonAbitare
La nostra socia Tiziana Squeri è entrata da circa due anni a far parte di BuonAbitare APS, un’associazione di promozione sociale che riunisce abitanti attivi, professionisti e organizzazioni accomunati da una visione condivisa: quella di un abitare che sia davvero buono per le persone, per le comunità, per i territori. Una notizia che per noi rappresenta un segnale di direzione.
BuonAbitare si occupa di qualità dell’abitare in senso ampio. Non solo mattoni e metrature, ma relazioni di vicinato, spirito comunitario, cura reciproca. L’associazione lavora per promuovere il benessere nei contesti abitativi e sostenere forme collaborative di convivenza, sia quando le persone si sono scelte, come nei cohousing, sia — e soprattutto — quando non si sono scelte e condividono uno spazio senza ancora essere una comunità.
Il buon abitare è un fattore di benessere personale, ma è anche una leva per rigenerare capitale sociale e costruire forme innovative di welfare. Aiutare le persone a stare bene dove vivono significa anche aiutare i territori a stare bene. È una prospettiva che, nel nostro lavoro quotidiano di facilitazione e percorsi partecipativi, riconosciamo come preziosa.

Quello che ci convince davvero, nel metodo di BuonAbitare, è il punto di partenza: non i problemi, ma le risorse. Non ciò che manca, ma ciò che c’è già nelle persone, nelle relazioni, negli spazi. Ogni residente porta con sé competenze, disponibilità, legami: un patrimonio spesso invisibile che aspetta solo di essere riconosciuto e attivato. È un cambio di sguardo che noi di Eubios pratichiamo continuamente nei processi partecipativi e ritrovarlo al centro di questo approccio ci ha fatto sentire immediatamente a casa.
C’è poi un’attenzione particolare alle conversazioni: non centrate solo su ciò che non funziona, ma su ciò che funziona e su come si vorrebbe che fosse il futuro: immaginare insieme è un atto generativo. A questo si affianca una cura profonda per il significato: accompagnare le persone (e le comunità) a ritrovare senso nell’abitare insieme, a costruire una narrazione collettiva che non sia solo gestione del disagio, ma ricerca condivisa di qualcosa che vale la pena costruire.
Il terzo elemento che troviamo particolarmente potente è l’attenzione alla riparazione: riparare relazioni frammentate, ricucire tessuto sociale sfilacciato, affrontare i conflitti non come ostacoli ma come materiale di lavoro. La domanda che attraversa tutto è una: cosa vorreste che fosse questo spazio? È una domanda che apre, che genera energia, che trasforma un porticato pieno di lavatrici vecchie da problema da risolvere a opportunità co-costruita. E la risposta, quando arriva insieme, porta già in sé la forza per realizzarla.
Noi di Eubios ci occupiamo di processi partecipativi e facilitazione: accompagniamo comunità, organizzazioni ed enti nel costruire decisioni condivise, nel far emergere intelligenza collettiva, nel trasformare conflitti in opportunità. Il tema dell’abitare inteso come spazio fisico e relazionale insieme, è uno dei contesti in cui questi processi trovano terreno fertile e urgenza reale.
L’ingresso di Tiziana Squeri in BuonAbitare non è quindi una parentesi, ma un’apertura. Un modo per portare dentro la nostra pratica nuovi strumenti, nuove reti, nuove domande. Crediamo che i Comuni, le cooperative sociali, gli enti che si occupano di rigenerazione urbana e welfare territoriale abbiano molto da guadagnare nell’esplorare questi approcci: non come modelli calati dall’alto, ma come processi leggeri, radicati, capaci di attivare ciò che già esiste nei territori.
Il futuro del welfare non si costruisce solo con risorse e servizi — si costruisce anche con relazioni, partecipazione e senso condiviso. Se state lavorando su questi temi nel vostro territorio, o semplicemente vi state chiedendo da dove cominciare, siamo qui per esplorarlo insieme!








