Ecosister – Pillar Public Engagement
Premessa
All’interno del progetto Ecosister, iniziativa dedicata alla promozione della sostenibilità e dell’innovazione territoriale in Emilia-Romagna, Eubios ha accompagnato il Pillar Public Engagement con un ruolo chiave di progettazione e facilitazione dei momenti partecipativi.
Da giugno 2024 a settembre 2025, abbiamo lavorato al fianco di Art-ER e di una rete ampia e articolata di attori — enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, università, terzo settore, imprese e startup — con l’obiettivo di creare spazi di dialogo capaci di avvicinare ricerca, territori e comunità. Il percorso si è sviluppato attraverso forum, workshop e momenti di co-design, contribuendo alla costruzione di un ecosistema collaborativo orientato alla transizione ecologica.
Anno:
2024-2025
Committente:
ART-ER S.cons.p.a.
Tema di applicazione:
Innovazione amministrativa • Sviluppo sostenibile
Problema
Il contesto di partenza presentava alcune complessità significative. Da un lato, i metodi partecipativi risultavano ancora poco diffusi e non sempre riconosciuti come strumenti efficaci nei processi di innovazione e ricerca. Dall’altro, gli stakeholder coinvolti erano estremamente eterogenei per linguaggi, obiettivi, competenze e livelli di esperienza.
A questa eterogeneità si aggiungeva la natura complessa e sfidante del PIllar, che si proponeva di mettere in contatto realtà territoriali e ricerca, attraverso la soluzione di sfide puntuali e centrali per le comunità: problemi locali complessi, spesso legati alla transizione ecologica, che richiedevano visioni sistemiche e capacità di integrazione tra prospettive differenti.
In questo scenario, il rischio era duplice: da una parte, la difficoltà di creare un dialogo realmente produttivo tra attori differenti; dall’altra, la dispersione di conoscenze e competenze, senza riuscire a trasformarle in visioni condivise e azioni concrete.
Azione e soluzione del problema
Per rispondere a queste sfide, Eubios a fianco di Art-ER ha progettato e facilitato momenti partecipativi strutturati, capaci di rendere accessibile e concreto il confronto tra stakeholder differenti. Il lavoro si è articolato in diversi momenti chiave —dal primo forum pubblico durante il salone R2B, ai workshop tematici, fino agli incontri di co-design tra portatori di sfide e sviluppatori di soluzioni —costruendo progressivamente un ambiente di collaborazione e scambio.
La metodologia adottata ha combinato strumenti diversi, scelti e adattati in base agli obiettivi di ciascun incontro:
- progettazione di workshop partecipativi orientati all’interazione e al coinvolgimento attivo
- creazione di “carte d’identità” delle sfide per rendere le informazioni accessibili e condivisibili
- lavoro su scenari futuri, per aiutare i partecipanti a esplorare opportunità e criticità in ottica sistemica
- facilitazione grafica in tempo reale, come supporto alla comprensione e alla sintesi
- moderazione di tavoli multi-stakeholder, per favorire il dialogo tra attori con background differenti
Particolare attenzione è stata dedicata alla costruzione di spazi ibridi, in cui ogni partecipante potesse contribuire attivamente, e alla traduzione tra linguaggi differenti — scientifico, istituzionale, imprenditoriale e civico. Questo approccio ha permesso non solo di facilitare il confronto, ma anche di accompagnare i partecipanti verso una maggiore consapevolezza del valore del lavoro collaborativo e dei processi di co-creazione.
Risultati ottenuti
Nonostante la complessità del contesto e la varietà degli attori coinvolti, il percorso ha generato risultati significativi. È stato possibile attivare connessioni tra stakeholder che difficilmente avrebbero trovato occasioni di confronto strutturato, favorendo la nascita di nuove relazioni e alleanze progettuali.
Il lavoro sulle sfide territoriali ha contribuito a costruire una visione condivisa all’interno di un progetto di scala regionale, creando momenti di scambio capaci di valorizzare conoscenze e competenze distribuite sul territorio.
I workshop e gli incontri facilitati hanno reso più accessibile il dialogo tra ricerca e società, rafforzando il ruolo del Public Engagement come leva per orientare l’innovazione verso bisogni reali.
Inoltre, il percorso ha permesso di sperimentare concretamente metodologie partecipative, aumentandone la riconoscibilità e il valore percepito tra i partecipanti.
Nel tempo, Ecosister si è configurato sempre più come uno spazio abilitante: un contesto in cui la complessità non è stata semplificata, ma resa affrontabile attraverso strumenti condivisi, generando apprendimento reciproco e aprendo la strada a nuove progettualità per la transizione ecologica.
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